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Fare carriera e mantenere l’equilibrio vita-lavoro

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Tempo di lettura:  12 min.

INDICE

Fare carriera per auto-realizzarsi è il principale obiettivo di tanti manager. Cosa succede però quando si sacrifica la propria qualità di vita o addirittura la vita in nome della carriera? Non è importante lavorare sempre di più, bensì lavorare in modo sempre più intelligente.

I SEGNALI CHE STAI LAVORANDO TROPPO: IL DISEQUILIBRIO VITA-LAVORO

Lavorare sodo nel tuo lavoro è un ottimo modo per fare carriera, scalare posizioni lavorative all’interno di un’azienda e guadagnare di più. Ma se esageri, potresti iniziare a notare alcuni effetti negativi, sia sulla qualità del lavoro, sia sulla salute e sul benessere.

Per essere sicuro di non andare in Burnout, ecco sei segnali che stai lavorando troppo duramente.

  • Non hai vita sociale. Non hai solo perso il tuo equilibrio tra lavoro e vita privata. L’hai perso così tanto, sei caduto e fai fatica a rialzarti. Può essere fin troppo facile non badare alla frequenza con cui rifiuti gli inviti di eventi sociali. Quando sembra che rimandi sempre piani e progetti personali a causa del lavoro, probabilmente è il momento di valutare seriamente la tua situazione.

  • Nessuno può tenere il tuo passo. Vieni ammirato per quello che fai e vieni evitato a tutti i costi per questo, per il tuo modo di lavorare. Se noti che i tuoi colleghi non vogliono lavorare con te sui progetti aziendali, potrebbe essere il momento di fare un passo indietro e chiederti il motivo. Il tuo metodo di lavoro è troppo pressante per loro? Preferiscono andare a casa alle 18 invece di lavorare tutta la notte? Non tutti possono gestire un orario di lavoro 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi potrebbe essere il momento di ridimensionarlo, stabilire dei limiti e tenere a mente i sentimenti dei tuoi colleghi. Soprattutto se stai lavorando su attività collaborative e incarichi di squadra.

  • Il tuo corpo inizia a ribellarsi. Se stai lavorando troppo, il tuo corpo te lo dirà. Le persone reagiscono allo stress in diversi modi e, sia che tu stia dimagrendo o ingrassando, soffrendo di misteriose emicranie o abbia problemi a dormire, di solito si riduce alla stessa cosa: sei in iper-affaticamento. Invece di ignorare i segnali del tuo corpo, considera che il tuo carico di lavoro eccessivo potrebbe essere la causa dei tuoi malesseri. Altri indizi sono stanchezza, irritabilità e apatia. L’unico modo per rimettersi in carreggiata è prendersi una pausa. Non solo sarai in grado di ricaricarti e sentirti meglio, ma tornerai anche al tuo lavoro con una mentalità più pro-attiva.

  • La tua produttività sta diminuendo. La mancanza di produttività è spesso un chiaro segno di troppo lavoro. Che la qualità del tuo lavoro si stia abbassando, o che tu abbia sviluppato un atteggiamento negativo o semplicemente non ti senta più motivato a fare un buon lavoro, tutto ciò potrebbe indicare un principio di Burnout.

  • Sei sempre di cattivo umore. Il tuo lavoro ha un grande impatto sul tuo umore, anche quando non stai effettivamente lavorando. Quindi, anche se potrebbe sembrare che tu sia veramente arrabbiato per il traffico in tangenziale, o per una porzione troppo piccola di cibo in un ristorante, piccoli inconvenienti potrebbero non essere la vera radice del tuo problema. Se senti il bisogno di lamentarti spesso, chiediti perché.

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IL CONFINE SOTTILE TRA DURO LAVORO E WORKAHOLISM (dipendenza da lavoro)

Come manager, apprezzi il duro lavoro e la dedizione dei tuoi collaboratori. Incoraggiare ed elogiare una forte etica del lavoro è un fattore importante per avere una cultura aziendale positiva. Tuttavia, essere un gran lavoratore e un maniaco del lavoro sono due cose diverse. Quali sono alcune delle principali differenze tra questi due tipi di individui? Qui di seguito alcune osservazioni per aiutarti a comprendere cosa differenzia un sano impegno da una malsana compulsività.

  • I gran lavoratori arrivano in ufficio ogni giorno in orario. Tuttavia, quando si verifica una situazione su cui non hanno alcun tipo di controllo, dimostrano flessibilità. I maniaci del lavoro entreranno in ufficio anche malati, mettendo a rischio i colleghi oppure non curando altre importanti priorità della vita a privata.

  • I gran lavoratori sono appassionati. Quando è il momento di festeggiare per il raggiungimento di importanti risultati, sono pronti e si godono il momento. Riconoscono e apprezzano ciò che hanno portato a termine. I maniaci del lavoro vedono questi eventi come distrazioni e spesso non festeggiano perché, pur riconoscendo i risultati, badano solo altri altri problemi.

  • I grandi lavoratori ignorano il telefono quando sono a tavola con amici e familiari. Sono pienamente presenti nel momento e se lo godono. I maniaci del lavoro, tuttavia, controllano continuamente i loro telefoni (e-mail e messaggi). Anche in quei momenti ha più importanza il collega o il fornitore o il cliente.

  • I gran lavoratori prendono fanno le loro ferie annuali. I maniaci del lavoro tendono ad avere molti giorni di ferie accumulati e mai goduti.

  • I grandi lavoratori sono sani, hanno vita sociale e interessi diversi. I maniaci del lavoro tendono a perdere gli eventi sociali e dimenticano di trovare il tempo per i loro interessi e hobby.

Quale di queste due categorie di persone sarà veramente più produttiva nel tuo posto di lavoro? Dovresti assolutamente incoraggiare i tuoi collaboratori a mostrare impegno nei confronti dell’azienda, ma come responsabile dovresti anche chiedere di proteggere il loro equilibrio tra lavoro e vita privata.

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IL TUO LAVORO E’ DURO OPPURE CI METTI DEL TUO A RENDERLO DIFFICILE?

Ecco quattro modi in cui potresti rendere le cose molto più difficili del necessario.

1. Ti stai aggrappando a processi obsoleti

Il cambiamento è difficile, lo capisco. A volte sembra molto più facile aggrapparsi al tuo modo standard di fare le cose piuttosto che adattarsi al nuovo processo della tua azienda.

Ma ecco il punto: quel cambiamento è stato probabilmente introdotto perché è migliore e più efficiente. Quindi, sminuire quel nuovo flusso di lavoro in realtà ti sta solo rallentando, per non parlare della frustrazione dei tuoi colleghi.

Soluzione. Scopri cosa devi fare per familiarizzare con questo nuovo approccio. Hai bisogno di un documento scritto o un tutorial? Hai bisogno di scrivere istruzioni dettagliate per te stesso in modo da ricordare cosa fare la prossima volta? Migliorare la velocità può richiedere un po’ di lavoro e tempo, ma sono pronto a scommettere che non passerà molto tempo prima che tu sia felice di averlo fatto.

2. Stai cercando l’approvazione di tutti

Personalmente, mi piace che gli altri confermino che sono sulla strada giusta. Non solo mi fa sentire capace e apprezzato, aumenta la fiducia nelle mie possibilità, mi fa lavorare con serenità. Tuttavia, se il tuo capo ti ha già dato il via libera, dovrebbe essere sufficiente per farti andare avanti. Non hai bisogno della stessa affermazione da parte di ogni responsabile di reparto e persino del fattorino. Cercare l’approvazione ovunque e da tutti, significa appesantire il tuo modo di lavorare e perdere produttività.

Soluzione. Forse il tuo desiderio di ottenere l’approvazione da una decina di persone diverse è il fatto che non sei sicuro di chi ha l’ultima parola sul progetto su cui stai lavorando. Oppure che esattamente quella persona non ti ha comunicato la sua approvazione. Vai al punto, chiedi al tuo responsabile.

3. Stai pianificando ogni possibile scenario

Non c’è niente di sbagliato nel pianificatore, infatti, ci sono molte volte in cui questa abilità ti servirà parecchio. Tuttavia, è anche troppo facile cadere vittima della paralisi dell’analisi. Analizzare eccessivamente e in dettaglio, ogni potenziale insidia o scenario, significa che continuerai a ritardare l’inizio di un progetto, per non parlare delle conseguenze in termini di stress e ansia.

Soluzione. Basta iniziare. Sembra semplice nel concetto, ma in realtà può essere piuttosto difficile per coloro a cui piace pianificare ogni scenario. Se non riesci assolutamente a soffocare il tuo desiderio compulsivo di pianificare, stabilisci un termine per il periodo di pianificazione.

Il lavoro non è sempre facile, ma non ha nemmeno bisogno di essere follemente complicato da noi stessi. Tuttavia, quando si tratta di mantenere le attività semplici e snelle, possiamo essere i nostri peggiori nemici.

L’EQUIVALENZA “PIU’ LAVORI PIU’ GUADAGNI” NON SEMPRE RISULTA VERITIERA

Molta attenzione da parte dei media nel corso degli anni si è concentrata sugli effetti dannosi dell’orario di lavoro prolungato.

“Karoshi” è un termine giapponese che significa “morte per troppo lavoro”. Il Giappone è uno dei pochi paesi in cui questa categoria, le cui principali cause mediche sono attacco cardiaco dovuto a sforzo e stress, è riportata nelle statistiche delle cause di morte (nel mondo la % dei decessi per malattie cardiovascolari è vicina al 35%). Particolare scalpore, inoltre, ha fatto il caso di Miwa Sado, una trentunenne reporter della televisione pubblica giapponese NHK, morta nel luglio 2013 dopo aver svolto 159 ore di straordinario in un mese.

Il troppo lavoro non è solo in Giappone: la registrazione di orari di lavoro eccessivi è radicata anche nella cultura del lavoro occidentale. Dalle start-up californiane alle multinazionali tentacolari, l’etica di molte aziende è ancora incentrata su quante ore puoi timbrare al lavoro. C’è anche un potente presupposto alla base di questo ethos: che più ore dedichi al tuo lavoro, più ne guadagnerai in termini di riconoscimento, compenso e opportunità di avanzamento all’interno dell’organizzazione.

Alcuni ricercatori hanno dichiarato al Financial Times che la ricerca suggerisce che i vantaggi per la carriera di uno sforzo lavorativo eccessivo (ore più lunghe o lavoro più duro), potrebbero non materializzarsi mai.

LAVORARE TROPPO PUO’ DANNEGGIARE LA TUA CARRIERA

Io in questo periodo sto lavorando tanto, troppo. E tu?

Molti di noi credono che il duro lavoro ripaghi sempre, tuttavia nuovi studi sugli effetti di lunghi orari di lavoro sulla produttività affermano che in realtà è vero il contrario.

Un nuovo studio condotto da una coppia di professori della Bayes Business School di Londra sfida questa ipotesi (“Implications of work effort and discretion for employee well-being and career-related outcomes: an integrative assessment”). Dalla loro analisi di quasi 52.000 persone provenienti da 36 paesi europei, hanno concluso che non è solo il numero di ore che svolgi in ufficio, ma l’intensità con cui lavori durante quelle ore, che influisce sulla tua soddisfazione sul lavoro e sulle opportunità di avanzamento.

 

Secondo gli autori, Avgoustaki e Frankort, il livello di “intensità di lavoro”, o quantità di impegno per unità di tempo, può avere un impatto negativo sulla tua carriera e influire negativamente sulla sicurezza del lavoro, sulle prospettive di promozione e sul riconoscimento.

Lo studio ha anche esaminato gli effetti negativi del lavoro straordinario o del lavoro più duro, inclusi lo stress, la fatica e l’insoddisfazione sul lavoro. Hanno scoperto che il costo fisico del lavoro più duro – aumento dello stress e della fatica – supera qualsiasi beneficio che si ottiene dall’essere ricompensati per il duro lavoro.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che “l’intensità del lavoro generalmente è un fattore predittivo più forte di risultati sfavorevoli rispetto al lavoro straordinario”.

 

Lo studio sottolinea il valore di prendersi delle pause o di suddividere i grandi progetti in piccoli.

Se sei un imprenditore, un manager o hai appena iniziato la tua carriera, devi portare a termine le cose e raggiungere risultati importanti. Sei portato a sopportare lo stress e lavori duramente anche quando non vuoi. In questa situazione, probabilmente non ti è mai passata per la testa la domanda: “Lavorare troppo fa bene o male alla mia carriera?”.

Se sei in equilibrio lavoro tanto e bene, ma se non sei in equilibrio, è un bel casino! Rischi di vedere gli effetti di lunghi orari di lavoro sulla produttività, che non sono più soldi e successo. È più probabile che tu veda risultati come colleghi arrabbiati, malattie e relazioni interrotte.

Sì, lavorare troppo e a lungo può potenzialmente alienare i tuoi colleghi. La dura verità è che le persone ti odieranno per questo. Stai riducendo il loro tempo e li fai sembrare brutti. Nessuno vuole sentire un capo o un collega durante il fine settimana, a tarda notte o al mattino presto.

 

Lavorare troppo fa male alla tua carriera? Sì, decisamente e su molti livelli diversi. Gli effetti di lunghi orari di lavoro sulla produttività sono quasi sempre negativi, con l’andare del tempo.

La soluzione non è lavorare per lunghe ore, ma sta nell’ottenere risultati sempre crescenti. Come si suol dire: lavora in modo più intelligente, non in modo più difficile.

6 MOTIVI PER CUI LAVORARE TROPPO PUO’ DANNEGGIARE LA TUA CARRIERA

Ecco sei motivi per cui lavorare troppo duramente potrebbe danneggiare la tua carriera:

  1. Lavorare troppo fa male alla salute

    Se lavori troppo e trascorri troppe ore al lavoro, non avrai più tempo ed energie per prenderti cura di te stesso. Non troverai il tempo per fare esercizio, per mangiare bene e con calma e per dormire a sufficienza un sonno di qualità. Saltare questi tre elementi di uno stile di vita sano è una ricetta per la malattia. Inoltre, passare troppo tempo al lavoro ti farà sentire stanco e stressato. Ancora una volta, alti livelli di stress sono una ricetta per la malattia.

  2. Lavorare troppo peggiora la tua creatività

    Se il tuo programma di lavoro è così frenetico che non hai più tempo per nessuno dei tuoi hobby, la tua immaginazione semplicemente si esaurirà. In The Art of Thought, Graham Wallace ha analizzato il processo creativo di famosi scienziati. Ha scoperto che un passo importante nel processo è “l’incubazione”, un periodo di tempo durante il quale i pensieri sono nella parte posteriore della mente. Se continui a lavorare sui tuoi progetti senza lasciare tempo e spazio per l’immaginazione, non ti verranno in mente nuove idee.

  3. Lavorare troppo duramente indica che non stai lavorando in modo intelligente

    Lavorare sodo è così anni ’80. La chiave del successo è fare scelte intelligenti nella tua carriera e nei tuoi compiti, in modo da poter elevare il tuo profilo. Trascorrere tutte le tue ore del giorno al lavoro dimostra che non stai lavorando in modo intelligente. Lavorare in modo più intelligente significa sapere in quali compiti sono prioritari sui risultati, in quali sei bravo e delegare il resto. Lavorare in modo più intelligente significa alimentare te stesso con creatività e motivazione, invece di lasciarti prosciugare da compiti ripetitivi. Soprattutto, lavorare in modo intelligente significa riflettere su se stessi e ottimizzare i processi del flusso di lavoro in modo da poter beneficiare di una produttività ottimale. Lavorando in modo più intelligente, dimostri anche la tua leadership.

  4. Lavorare troppo duramente indica che non puoi delegare

    Se stai lavorando in una squadra e sei quello che lavora più di 80 ore mentre i membri del tuo staff si girano i pollici e tornano a casa presto, allora hai un problema di fiducia con i tuoi collaboratori. E’ opportuno quindi imparare a delegare il tuo lavoro. Se tutti i membri del tuo team lavorano più di 60 ore a settimana e girano stressati, allora devi convincere i tuoi responsabili che è ora di assumere un membro in più.

  5. Lavorare troppo duramente indica che non è possibile stabilire le priorità

    Non sprecare il tuo tempo facendo compiti futili che non fanno avanzare la tua carriera. Per esempio, non perdere troppo tempo a leggere e rispondere a centinaia di e-mail, senza portare reale valore al processo. Evita il multitasking, elimina le distrazioni.

  6. Lavorare troppo duramente indica che sei sopraffatto dal tuo lavoro

    Se hai bisogno di oltre 80 ore a settimana per completare i tuoi compiti, questo potrebbe inviare il segnale sbagliato ai tuoi capi. Potrebbero interpretarlo come un segno che sei sopraffatto dal lavoro, che non sei in grado di affrontare i tuoi compiti in un lasso di tempo limitato e che, in ogni caso, non sei pronto ad assumerti maggiori responsabilità.

GESTISCI IL TUO LAVORO E GESTISCI LA TUA VITA

Tanti dirigenti hanno scoperto attraverso la dura esperienza che prosperare al loro livello è una questione di combinare attentamente lavoro e casa in modo da non perdere se stessi, i propri cari o il loro supporto nell’ottenere il successo.

Per scoprire come conciliano la loro vita professionale e personale, Groysberg e Abrahams dell’Università di Harvard hanno fatto intervistare, a studenti della Harvard Business School, per cinque anni quasi 4.000 dirigenti in tutto il mondo. Hanno anche tenuto un sondaggio su 82 dirigenti in un corso di leadership Harvard Business Review.

Le storie e i consigli di questi leader riflettono 5 temi principali:

  1. definire il successo per te stesso,

  2. gestire la tecnologia,

  3. costruire reti di supporto sul lavoro e a casa,

  4. viaggiare o trasferirsi in modo selettivo,

  5. collaborare con il tuo partner.

 

Nei dati dell’indagine sono emerse alcune interessanti differenze di genere. Ad esempio, gli uomini pensano ancora alle loro responsabilità familiari in termini di guadagno, mentre le donne spesso vedono le loro come un modello per i loro figli. I dirigenti uomini tendono a elogiare i loro partner per aver dato un contributo positivo alla loro carriera, mentre le donne lodano i loro per non aver interferito. I dirigenti di entrambi i sessi considerano la tensione tra lavoro e famiglia principalmente un problema delle donne e la maggior parte di loro crede che non si possa competere nel mercato globale mentre si conduce una vita “equilibrata”. “Cercare seriamente di concentrarsi e focalizzarsi”, concludono gli autori, “è ciò che li aiuterà a superare i limiti e scalare posizioni in termini di carriera”.

  1. Definire il successo per te stesso. Quando si guida un grande progetto, si determina in anticipo come dovrebbe essere una vittoria. Lo stesso principio si applica al condurre una vita deliberata: devi definire cosa significa per te il successo, comprendendo, ovviamente, che la tua definizione si evolverà nel tempo.

    Cosa significa per te avere successo?

    Chi, dove e come vuoi essere tra 5 anni?

  2. Gestire la tecnologia. Quasi tutti gli intervistati hanno parlato di quanto sia fondamentale raccogliere e-mail, messaggi di testo, messaggi vocali e altre comunicazioni. Decidere quando, dove e come essere accessibili al lavoro è una sfida continua, in particolare per i dirigenti con famiglie. “Quando sono a casa, sono davvero a casa”. Quest’ultimo punto è una preoccupazione comune: essere sempre collegati può far diminuire le prestazioni. Certi processi cognitivi si verificano quando ci si allontana dalla frenetica risposta alle e-mail. La tecnologia è una buona servitrice, ma un cattivo padrone.

    Quanto sei emancipato a livello tecnologico?

    Sei tu che controlli i tuoi dispositivi o loro controllano te?

  3. Costruire un network di supporto. A livello generale, i dirigenti senior hanno insistito sul fatto che la gestione della vita familiare e professionale richiede una solida rete di sostenitori dietro le quinte. E’ essenziale e necessario, avere persone che rimangono a casa per fare le cose più tattiche, generi alimentari, cucinare, aiutare i bambini a vestirsi, in modo da poter essere lì per le cose più importanti. Il supporto emotivo è altrettanto essenziale. Come chiunque altro, i dirigenti occasionalmente hanno bisogno di sfogarsi quando hanno a che fare con qualcosa di pazzo o irritante sul lavoro e amici e familiari sono un pubblico più sicuro dei colleghi. A volte i leader si rivolgono anche alle loro reti personali per una nuova prospettiva su un problema o una decisione, perché i membri dei loro team non hanno sempre la distanza per essere obiettivi.

    Hai un network di supporto a casa?

    Hai un network di supporto sul lavoro?

  4. Viaggiare o trasferirsi in modo selettivo. Le discussioni sull’equilibrio tra lavoro e vita privata di solito si concentrano sulla gestione del tempo. Ma è anche fondamentale gestire la tua posizione e, più in generale, il tuo ambiente. Quando i leader decidono se viaggiare o trasferirsi (a livello internazionale o nazionale), la loro vita familiare gioca un ruolo enorme. Ecco perché molti di loro credono nell’acquisizione di un’esperienza globale e nell’accumulare miglia di viaggio mentre sono giovani e liberi da ostacoli.

  5. Collaborare con il tuo partner. Gestire te stesso, la tecnologia, le reti, i viaggi: è un compito arduo. I leader con una forte vita familiare hanno parlato della necessità di una visione condivisa del successo per tutti a casa, non solo per se stessi. La maggior parte dei dirigenti nel nostro campione ha partner o coniugi e obiettivi comuni tengono insieme queste coppie. Le loro relazioni offrono a entrambi i partner opportunità – per un lavoro ininterrotto (o meno interrotto), per viaggi avventurosi, per genitorialità intensiva, per un impatto politico o sulla comunità – che altrimenti non avrebbero potuto avere. I leader hanno anche sottolineato l’importanza delle relazioni complementari. Molti hanno affermato quanto apprezzino l’intelligenza emotiva dei loro partner, la focalizzazione sul compito, il pensiero d’insieme. E molti di coloro che abbiamo intervistato considerano il supporto emotivo il più grande contributo che i loro partner hanno dato alla loro carriera. Sia gli uomini che le donne hanno spesso affermato che i loro partner credono in loro o li hanno esortati a correre rischi aziendali o a perseguire opportunità di lavoro che non sono state immediatamente gratificanti ma hanno portato a una soddisfazione a lungo termine.

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Buon lavoro e buona vita!

Fonti e letteratura scientifica

  • https://www.adeccogroup.com/future-of-work/latest-insights/the-dangerous-effects-of-overworking/
  • https://www.bbc.com/worklife/article/20210518-how-overwork-is-literally-killing-us
  • https://www.quora.com/Is-work-life-balance-harder-to-maintain-when-you-love-your-job
  • https://medium.com/accion/how-do-you-pursue-your-purpose-and-maintain-a-work-life-balance-ef7d61b64b4c
  • https://hbr.org/2014/03/manage-your-work-manage-your-life
  • https://www.businessnewsdaily.com/5244-improve-work-life-balance-today.html
  • https://time.com/5786177/work-life-balance-tips-advice/
    https://www.mindtools.com/pages/article/work-life-balance.htm
  • https://www.thebalancecareers.com/work-life-balance-1918292
  • https://learn.g2.com/work-life-balance
  • https://www.forbes.com/sites/adigaskell/2018/11/21/why-working-too-hard-can-harm-our-career/?sh=145feffb7152
  • https://www.lifehack.org/articles/work/why-working-too-hard-could-bad-for-your-career.html
  • https://www.insider.com/working-too-hard-bad-for-your-career-study-2018-8
  • https://www.bizjournals.com/bizwomen/news/latest-news/2018/08/working-too-hard-can-actually-hurt-your-career.html?page=all
  • https://www.inc.com/glenn-leibowitz/working-too-hard-could-be-harmful-to-your-career-says-a-new-survey-of-52000-employees.html
  • https://www.linkedin.com/pulse/working-too-hard-bad-your-career-beate-chelette/
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Ciao, sono Matteo Rocca, imprenditore, autore ed Executive Business Coach ACC ICF con circa 20 anni di esperienza imprenditoriale e manageriale in Italia e all’estero. La mia esperienza mi ha permesso di entrare in contatto con culture molto diverse, che hanno arricchito il mio bagaglio professionale e personale.

Da sempre appassionato di Coaching e crescita personale, ora come Mental Coach aiuto imprenditori e manager a ottenere risultati grazie a nuovi strumenti, metodologie e competenze. Li supporto nella gestione di progetti d’innovazione e cambiamento, con percorsi di Coaching e Formazione, individuali e collettivi, per migliorare le prestazioni professionali.

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