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Rimandare sempre è dannoso: scopri le principali cause e i rischi

Tempo di lettura:  7 min.

INDICE

Rimandare sempre, evitare di fare, è dannoso. Questa tendenza è peggiorata negli ultimi anni. Scopri le principali cause e i rischi a cui vai incontro.

Rimandiamo (procrastiniamo) per diverse motivazioni: perfezionismo, paura delle responsabilità, scarsa fiducia nelle proprie capacità.

” Procrastinare è come utilizzare una carta di credito: ci si diverte molto fino a quando non arriva il conto "

COSA VUOL DIRE RIMANDARE E PERCHE’ LO FACCIAMO?

La procrastinazione o “atto del rimandare” è definita come “quel comportamento che spinge a ritardare volontariamente un’azione nonostante prevedibili conseguenze future negative, scegliendo quindi un piacere di breve durata a costo di benefici a lungo termine”.

Rimandare è qualcosa che capita a tutti, ma qual è la frequenza? C’è chi ritarda in modo saltuario di fare qualcosa e quindi il problema sta in un po’ di pigrizia. C’è invece chi ritarda costantemente ogni impegno o scadenza e allora il problema è più serio.

Coloro che rimandano in modo assiduo hanno spesso stati ansiosi e sono caratterizzati da “miopia temporale”, l’incapacità di vedersi adeguatamente nel futuro; faticano pertanto ad avere una vision.

Che ti piaccia o no rimandare significa scegliere e decidere di non agire, di non risolvere il problema, di non pensare alle soluzioni.

La procrastinazione è un fenomeno psicologico che chiama in gioco specifiche emozioni, stati ansiosi, credenze legate alle proprie abilità e al valore personale. Esistono 2 stili di procrastinazione.

Il procrastinatore rilassato. Chi evita le attività che definisce noiose e routinarie. Si cimenta in tante attività con entusiasmo e carica emotiva, ma quando viene meno il fascino della novità tende a stancarsi e a mollare.

Il procrastinatore preoccupato. E’ colui che ha scarsa fiducia nelle proprie capacità, gestisce con difficoltà lo stress e spesso è afflitto da paure e stati ansiosi che gli impediscono di agire.

La razionalità dell’atto del rimandare sta in una forma di mediazione tra controllo ed evitamento: “tra il senso di colpa di non farlo e lo stress di farlo, trovo un accordo di mediazione tra le parti nello stabilire che lo farò domani”.

Procrastinazione: come smettere di rimandare sempre

”Quando si agisce il coraggio cresce. Quando si rimanda, invece cresce la paura."

RIMANDARE E’ LA STRATEGIA DI EVITARE PER AVERE UN CERTO STATO EMOTIVO

Rimandare è la strategia che riteniamo più adatta quando pensiamo di poter raggiungere uno stato emotivo desiderato attraverso l’evitamento, anziché attraverso un’azione finalizzata.

Il procrastinatore è quindi colui che sostituisce attività importanti e prioritarie con altre attività non rilevanti, ma sicuramente più piacevoli. Evitare gli permette di non entrare in contatto con le proprie insicurezze, paure e limiti. Comportandosi in questo modo non affronta le preoccupazioni e non è costretto ad avere a che fare con le emozioni che ne derivano.

Quando si rimanda, di solito si posticipa un’azione: rimandare una decisione o un comportamento equivale a “decidere di non decidere” oppure a “non fare”.

Si rifiuta pertanto la responsabilità ovvero l’abilità di rispondere adeguatamente al problema.

” La procrastinazione è un tentativo di regolare l'emotività derivante dalla mancata capacità di vedere continuità tra il sé presente e il sé futuro. "

QUALI SONO LE CAUSE DEL RIMANDARE?

Se il problema del rimandare è esteso e influenza l’abilità di prendere importanti decisioni relative al lavoro, alle relazioni e alla salute, è utile approfondire tale blocco e risolvere le difficoltà che limitano il soggetto.

Paura e procrastinazione vanno spesso a braccetto. Quando si è spaventati si trovano svariate ragioni (scuse!) per rimandare ciò che si vorrebbe o dovrebbe fare. La procrastinazione dettata dalla paura porta le persone a bloccarsi, essere incapaci di reagire e immobilizzarsi.

 

Le maggiori cause della procrastinazione sono di carattere cognitivo ed emotivo.

  • Perfezionismo. La persona non si sente in grado di affrontare il problema se non riesce a farlo in maniera perfetta, senza alcun errore. Non si sente mai sufficientemente pronto o sicuro delle proprie capacità, competenze, conoscenze. Il perfezionista si pone standard sempre troppo elevati e non essere all’altezza delle proprie aspettative non è un’opzione da considerare. In questo modo, sperimentando un forte senso di disagio, grazie alla procrastinazione, il perfezionista nasconde a se stesso le proprie imperfezioni.
  • Paura dell’insuccesso. Alcuni rimandano all’infinito le cose che vorrebbero fare a causa della paura di fallire. La convinzione dominante, negativa e depotenziante è che si otterrà sicuramente un fallimento e per questo motivo non si tenta nemmeno.
  • Paura del successo. Altri rimandano e hanno paura di avere successo perché nel profondo pensano di non meritarselo, vivendo in una sorta di senso di colpa. Alcune volte si teme che gli altri poi si aspettino sempre prestazioni all’altezza e perciò si vive la situazione con forte stato ansioso e stress.
  • Pigrizia. Semplice pigrizia mentale, cioè fuggire dallo sforzo (fisico e mentale), agire lentamente e agire senza entusiasmo.
  • Ribellione e rabbia. Si rimanda anche per non corrispondere alle aspettative degli altri che riteniamo intollerabili o che ci vengono imposte. Questo capita quando non abbiamo il coraggio di chiarire che ciò che realmente vogliamo è diverso da ciò che loro pensano.
  •  
  • Disinteresse. Quando il tuo lavoro non ti piace o senti di aver completamente sbagliato strada, non c’è tecnica di crescita personale che tenga: continuerai a procrastinare i tuoi impegni sempre e comunque. Quando non hai motivazione è facile tendere a rimandare.

 

7 strategie (e un esercizio!) per smettere di procrastinare

I DANNI E I RISCHI DI RIMANDARE SEMPRE

  1. Il procrastinatore si auto-sabota nel raggiungimento di obiettivi, aspirazioni e desideri. Riduce la produttività personale e la conseguente capacità di affrontare e domare le sfide della vita.
  2. Continuare a rimandare può creare problemi sul lavoro e nella vita sociale, andando ad influenzare la fiducia che nutriamo nei confronti delle nostre stesse capacità e l’autostima.
  3. Perdita di tempo. Il procrastinatore nel suo profondo pensa: “meglio passare per svogliati o ritardatari che per incapaci!” Procrastinare rappresenta uno spreco enorme di tempo, di opportunità e di energie. L’atto del rimandare porta in sé la probabilità di non cogliere occasioni, vantaggi e benefici.
  4. Diventa una tendenza. La teoria comportamentista ci ricorda che quando, a seguito di un’azione, riceviamo un rinforzo immediato, questo incrementerà la nostra tendenza a ripeterla con forte rischio di cronicizzazione.
  5. E’ stressante. I costi relativi sono: stress cronico, basso livello di soddisfazione rispetto alla propria vita, stati ansiosi e potenziali stili di vita con scarsa propensione alla cura della salute e pesanti ricadute dal punto di vista psicofisico.

” Rimandare una cosa semplice la rende difficile e rimandarne una difficile la rende impossibile. "

BIBLIOGRAFIA – LETTURE CONSIGLIATE

 
Allen D., Detto, fatto! L’arte di fare bene le cose, Ed. Sperling & Kupfer 2015
 
Covey S., Le sette regole per avere successo, Ed. Franco Angeli 2018

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Sei uno che rimanda? Pensa bene a come ti comporti rispetto ad alcune situazioni scomode.

Quali sono le attività che maggiormente procrastinii?

Rifletti, rimandi attività che ti stressano? Per quale motivo sono fonte di stress?

AZIONE AZIONE AZIONE

Scrivi le motivazioni che ti portano a rimandare alcune attività.

Scrivi cosa significa per te avere successo?

Per quali situazioni o fatti ti arrabbi?

Buona vita!

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Da sempre appassionato di Coaching e crescita personale, ora aiuto imprenditori e manager a ottenere risultati grazie a nuovi strumenti, metodologie e competenze. Li supporto nella gestione di progetti d’innovazione e cambiamento, con percorsi di Coaching e Formazione, individuali e collettivi, per migliorare le prestazioni professionali.

MATTEO ROCCA

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