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Produttività del lavoro: più risultati in meno tempo

Produttività del lavoro - più risultati in meno tempo

Tempo di lettura:  6 min.

INDICE

Produttività e tempo sono strettamente collegati e se un manager non è capace di gestire al meglio le ore lavorative del suo team, gli sarà difficile ottenere i risultati prefissati. Eliminando abitudini sterili e tenendo a mente alcuni concetti fondamentali, è possibile superare questa difficoltà.

PRODUTTIVITA’ DEFINIZIONE

Si sente spesso parlare di produttività in vari momenti della vita, sia personale che lavorativa. Se si legge sul dizionario, essa viene definita come “L’attitudine a conseguire un risultato superiore ai mezzi impiegati”; è quindi una caratteristica positiva che porta a raggiungere i risultati desiderati grazie all’impegno e alla determinazione, nonché al talento personale che si è capaci di usare a proprio vantaggio. La produttività del lavoro non interessa solamente il singolo ma anche le aziende, che utilizzano svariati strumenti per osservare e analizzare il rendimento delle risorse umane. Queste operazioni si legano all’economia e alla buona gestione di un’impresa.

Infatti, tutte quelle attività che fanno un importante investimento sui dipendenti necessitano di un ritorno adeguato, ovvero un’operatività qualitativamente superiore che è in grado di soddisfare al meglio il fruitore finale. In questi casi il costo del lavoro ha un grande peso sul conto economico delle aziende, molte delle quali si adoperano per verificare la resa effettiva dei lavoratori attraverso la raccolta di dati specifici. In USA non è raro che le grandi imprese utilizzino sistemi di sorveglianza interni per osservare il comportamento delle risorse umane, e non solo; vengono controllati i social, le mail, i pc e tutti quegli strumenti tecnologici che possono fornire informazioni importanti per migliorare la produttività.

Ad un primo impatto questa tipologia di azione fa un po’ spavento perché agisce come una sorta di “spia”. In realtà negli Stai Uniti ha portato grandi risultati perché, di base, è un’osservazione sociale che permette di identificare eventuali problematiche e risolverle nel minor tempo possibile. Naturalmente tale tipologia di strumentazione può avere utilizzi controversi e poco chiari ed è per questo che è fondamentale che si adoperi in maniera etica e trasparente. Al di là delle scelte che può fare un’azienda, il singolo manager è in grado di intervenire e applicare le proprie skill per migliorare la sua produttività e quella dei suoi collaboratori. Scopriamo come.

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“Il semplice atto di prestare un'attenzione positiva verso le persone ha parecchio a che vedere con la produttività.”

Tom Peters

COME MIGLIORARE LA PRODUTTIVITA’ AZIENDALE

Il primo elemento che un manager o un leader deve prendere in considerazione per migliorare il rendimento aziendale è la performance del gruppo e del singolo collaboratore. Se un tempo bastava creare un team, fare un po’ di formazione e fornire un feedback ogni tanto, oggi le cose sono molto cambiate. C’è più consapevolezza del valore delle risorse umane, che non sono dei semplici ingranaggi di una struttura ma dei talenti da gestire e far sviluppare.

L’engagement è strettamente correlato alla produttività. In precedenza si è parlato di strumenti tecnologici e analitici adoperati per controllare il rendimento del lavoratore, ma questi non risolvono le problematiche e si limitano a dare una visione d’insieme dello stato dell’impresa. Il vero cambiamento è portato dalle scelte di quelle figure che occupano una posizione chiave, che devono prodigarsi per motivare, coinvolgere e comunicare al meglio con il personale. L’engagement è appunto la creazione di un senso di appartenenza condiviso da tutti, che permette di focalizzarsi sugli obiettivi comuni e raggiungere i risultati più in fretta e con maggiore efficacia.

Un lavoratore soddisfatto e che condivide la visione dell’azienda diventa in automatico un ambasciatore della stessa ed è più propenso a dare “quel qualcosa in più” che contribuisce allo sviluppo dell’attività. Un dipendente che invece è disinteressato tenderà a lavorare meccanicamente, effettuando i suoi compiti in maniera automatica, faticando ad aprirsi all’innovazione, alla creatività e a tutti quegli elementi utili alla produttività del lavoro.

Per rafforzare l’engagement un buon manager può applicare i seguenti consigli.

 

1)Comunicazione efficace

La trasparenza e la condivisione di obiettivi e aspettative sono delle basi fondamentali per poter costruire un senso di appartenenza solido e duraturo. I collaboratori, venendo a conoscenza del valore della loro performance e di quanto ci si aspetta da loro, riusciranno a pianificare meglio le loro operazioni, definendo scadenze e traguardi raggiungibili.

 

2)Individuazione delle cattive abitudini

Il tempo impiegato per completare un’operazione può aiutare a misurare l’effettiva qualità del lavoro. Chi gestisce un team dovrebbe individuare tutte quelle abitudini che alimentano la procrastinazione e intervenire per risolverle. Le nuove tecnologie, ad esempio, possono trasformarsi in un’arma a doppio taglio perché, se da un lato facilitano certi passaggi, dall’altro possono distrarre, specialmente se si sta lavorando in smart working. Quindi niente social e smartphone mentre si lavora; solo così tutti riusciranno a concentrarsi e a terminare i propri compiti nei tempi prestabiliti.

 

3)Coaching

Un manager di successo si dedica a sviluppare diverse skill e sicuramente il coaching può rientrare tra queste. Dedicandosi ai singoli membri del team, dialogando e proponendo una formazione specifica che possa far emergere il potenziale di ognuno, si potranno raggiungere degli ottimi risultati di produttività. Questa competenza non deve essere rivolta solamente ai collaboratori che rendono di meno ma a tutti i lavoratori. Attraverso la crescita individuale, l’acquisizione di fiducia in se stessi e la consapevolezza delle proprie capacità, il gruppo intraprenderà un percorso di sviluppo gratificante ed efficace.

 

4)Creazione di un rapporto di fiducia

L’ultimo punto che aiuta a rafforzare l’engagement riguarda la creazione di un rapporto di fiducia. Attraverso quest’ultima non solo il collaboratore si sentirà ascoltato e gratificato, nonché spinto a fare di meglio, ma lo stesso leader sarà capace di delegare e, in questo modo, dedicarsi ad altri compiti. La distribuzione del lavoro è importante per risparmiare tempo e raggiungere i traguardi in maniera serena e lucida. Solo avendo bene a mente i talenti di ogni dipendente si potrà applicare al meglio questo punto.

La produttività del lavoro è un obiettivo che si può raggiungere con impegno e riflessione. Fondamentale è la condivisione d’intenti e l’interiorizzazione degli obiettivi. Lavorando insieme e permettendo ad ognuno di contribuire con le proprie skill, si risparmierà tempo e si arriverà al successo senza troppi problemi.

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Informazioni sull' autore

Ciao, sono Matteo Rocca, imprenditore, autore ed Executive Business Coach ACC ICF con circa 20 anni di esperienza imprenditoriale e manageriale in Italia e all’estero. La mia esperienza mi ha permesso di entrare in contatto con culture molto diverse, che hanno arricchito il mio bagaglio professionale e personale.

Da sempre appassionato di Coaching e crescita personale, ora come Mental Coach aiuto imprenditori e manager a ottenere risultati grazie a nuovi strumenti, metodologie e competenze. Li supporto nella gestione di progetti d’innovazione e cambiamento, con percorsi di Coaching e Formazione, individuali e collettivi, per migliorare le prestazioni professionali.

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