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IL CODICE DI CONDOTTA ICF (International Coaching Federation)

ICF Global ha ufficializzato che dal 01/01/2020 diventa operativo il nuovo codice di condotta che puoi visionare a questo link. Verrà gestito un periodo di transizione ed organizzati nel primo trimestre 2020 momenti di illustrazione del contenuto da parte del comitato etica di ICF Italia.

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Preambolo

ICF si impegna a mantenere e promuovere l’eccellenza nel coaching. Pertanto ICF si aspetta che tutti i suoi membri e i coach con credenziale (coach, mentor di coach, supervisori di coach, trainer di coach o studenti di coaching) aderiscano agli elementi e ai principi di condotta etica: siano competenti ed integrino le Competenze Chiave ICF in modo efficace nel proprio lavoro quotidiano.

In linea con i valori chiave della ICF e la sua definizione di coaching, il Codice di Condotta è costruito per fornire linee guida appropriate, accountability e standard di condotta applicabili a tutti i membri e i detentori di credenziali ICF, i quali si impegnano a rispettare il seguente Codice di Condotta ICF.

 

Parte prima: Definizioni

Coaching: Il coaching è una partnership con i clienti che attraverso un processo creativo stimola la riflessione ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.
Coach ICF: Un coach ICF accetta di utilizzare le Competenze Chiave ICF e si impegna a rispettare il Codice di Condotta ICF ed esserne responsabile.
Relazione professionale di coaching: Una relazione professionale di coaching esiste quando il coaching prevede un accordo di collaborazione (contratti inclusi) che definisce le responsabilità di ciascuna delle parti.
Ruoli nella relazione di coaching: È spesso necessario distinguere fra il cliente ed il committente allo scopo di chiarire i ruoli nella relazione di coaching. Nella maggior parte dei casi, cliente e committente sono la stessa persona e pertanto si fa riferimento ad entrambi come cliente. A scopo identificativo, tuttavia, ICF definisce questi ruoli nel modo seguente:

– Cliente: Il cliente (o coachee) è la persona (persone) che riceve il coaching.

– Committente: Il committente (o sponsor) è l’entità (incluso i suoi rappresentanti) che paga e/o organizza i servizi di coaching che vengono forniti.
In tutti i casi, gli accordi di ingaggio di coaching devono chiaramente stabilire i diritti, i ruoli e le responsabilità sia per il cliente che per lo committente nel caso questi siano soggetti differenti.

– Studente: Lo studente è colui che partecipa a un programma di formazione al coaching oppure sta lavorando con un supervisore o mentor coach al fine di imparare il processo di coaching e/o aumentare e sviluppare le proprie capacità di coaching.

– Conflitto di interesse: una situazione nella quale un coach ha un interesse privato o personale sufficiente ad influenzare l’ambito dei suoi impegni come coach e come professionista.

 

Parte seconda: Gli standard ICF di condotta etica

Sezione 1: Comportamento professionale in generale

Io, come coach:

1) Agisco in conformità con il Codice di Condotta Etica di ICF in tutte le mie interazioni, incluse formazioni al coaching e attività quali mentoring e supervisione di coach.

2) Mi impegno ad intraprendere le azioni appropriate con il coach, trainer, o mentor coach e/o contatterò ICF al fine di segnalare qualsiasi violazione o possibile infrazione appena ne venissi a conoscenza, sia che mi coinvolgano direttamente sia che coinvolgano altri.

3) Comunico e creo consapevolezza a tutti coloro i quali è opportuno siano informati, inclusi organizzazioni, impiegati, committenti e coach, delle responsabilità stabilite da questo Codice.

4) Mi astengo da discriminazioni contrarie alle norme di legge nelle mie attività professionali, quali età, razza, orientamento di genere, etnia, orientamento sessuale, religione, nazionalità o disabilità.

5) Mi esprimo verbalmente e per iscritto in modo veritiero ed accurato riguardo a ciò che offro come coach, alla professione di coaching o ad ICF.

6) Definisco con accuratezza le mie qualifiche rispetto al coaching, così come la mia expertise, la mia esperienza, la mia formazione, le mie certificazioni e le mie credenziali ICF

7) Attribuisco e riconosco gli sforzi e i contributi altrui e mi attribuisco solo i miei materiali. Capisco che la violazione di questo standard mi lascia esposto ad azione legale da terze parti.

8) Mi sforzo sempre di riconoscere le mie questioni personali che possono danneggiare, contrastare o interferire con la mia prestazione o con le mie relazioni professionali di coaching. Cerco prontamente appropriata assistenza professionale e stabilisco le azioni da intraprendere, incluso se sia opportuno che io sospenda o interrompa il mio rapporto (o rapporti) di coaching se richiesto da fatti o circostanze.

9) Riconosco che il Codice di Condotta si applica alle mie relazioni con clienti di coaching, coachee, studenti, coloro di cui sono mentore o supervisore.

10) Conduco e comunico le mie ricerche con competenza, onestà e nel rispetto degli standard scientifici riconosciuti e le linee guida applicabili. La mia ricerca verrà svolta con l’appropriato consenso e approvazione da parte di coloro che sono coinvolti, con un approccio che protegga i partecipanti da qualsiasi danno potenziale. Tutte le attività di ricerca saranno in conformità alla legislazione applicabile della nazione in cui sono condotte.

11) Mantengo, archivio ed elimino ogni documentazione, inclusi documenti e comunicazioni elettroniche, creati durante il mio lavoro di coaching in modo da promuovere confidenzialità, sicurezza e privacy, in conformità alle leggi vigenti e agli accordi presi

12) Utilizzo le informazioni di contatto dei membri ICF (indirizzi email, numeri di telefono, ecc) solo nel modo e nella misura autorizzati da ICF.

 

Sezione 2: Conflitti di interessi

Io, come Coach:

13) Mi impegno a prestare attenzione a qualsiasi conflitto o potenziale conflitto di interessi, comunico apertamente tali situazioni e in caso di conflitto offro di rimuovermi.

14) Chiarifico i ruoli per i coach interni, stabilendo confini e rivedendo con gli stakeholder i conflitti di interesse che potrebbero emergere fra il coaching e gli altri ruoli aziendali.

15) Informo il mio cliente ed il suo committente di tutti i compensi previsti che potrei corrispondere a terzi o ricevere da terzi per la presentazione di quel cliente.

16) Onoro una relazione coach/client equilibrata, a prescindere dalla forma di remunerazione.

 

Sezione 3: Condotta professionale con i clienti

Io, come coach:

17) Comunico eticamente in maniera veritiera a clienti, possibili clienti o committenti riguardo al valore potenziale del processo di coaching o di me come coach.

18) Prima dell’incontro iniziale o al suo inizio, spiego attentamente al mio cliente e al committente la natura del coaching, la natura ed i limiti della confidenzialità, gli accordi finanziari e tutti gli altri termini dell’accordo di coaching e faccio il possibile affinché vengano compresi.

19) Stabilisco un accordo di coaching chiaro con i miei clienti e committenti prima di iniziare la relazione di coaching e rispetto tale accordo. L’accordo includerà ruoli, responsabilità e diritti di tutte le parti coinvolte.

20) Sono responsabile e consapevole di definire chiaramente, appropriatamente e in modo culturalmente sensibile i confini che governano qualsiasi interazione, fisica o meno, che potrei avere con i miei clienti o committenti.

21) Evito ogni relazione sessuale o romantica con clienti attivi o committenti o studenti, incluso coloro a cui faccio mentoring o supervisione. Inoltre, sarò attento alla possibilità di qualsiasi intimità sessuale fra le parti coinvolte, inclusi i miei colleghi o assistenti, e prenderò le azioni appropriate per gestire la situazione o cancellare il mio coinvolgimento al fine di rendere sicuro l’ambiente di lavoro per tutti.

22) Rispetto il diritto del cliente di porre fine alla relazione di coaching in qualsiasi momento durante il processo, secondo quanto previsto nell’accordo. Dovrò essere attento ai segnali che è mutato il valore ricevuto dal cliente nella relazione di coaching.

23) Incoraggio il cliente o il committente a cambiare qualora io ritenga che il cliente o il committente possano essere meglio serviti da un altro coach o da un’altra risorsa e suggerisco al mio cliente di rivolgersi ad altri professionisti, quando sembri appropriato o necessario.

 

Sezione 4: Confidenzialità/Privacy

Io, come coach:

24) Mantengo i più elevati livelli di confidenzialità riguardo a tutte le informazioni del cliente e del committente, salvo richiesto altrimenti dalla legge.

25) Stabilisco un chiaro accordo su come le informazioni sul processo di coaching verranno scambiate fra coach, cliente e committente.

26) Ho un chiaro accordo, agendo come coach, mentor coach, supervisore o trainer di coaching, sia con clienti e committenti, che con studenti o coloro a cui faccio mentoring o supervisione, rispetto alle condizioni per le quali la confidenzialità non verrebbe rispettata (p.e. attività illegale, in seguito ad ordinanza della magistratura, oppure rischio di pericolo
imminente o probabile per sé o altri, ecc.). Mi assicuro che clienti e committenti, studenti e coloro a cui faccio mentoring o supervisione, diano il proprio consenso volontario e informato per iscritto riguardo alle limitazioni di confidenzialità. Laddove io creda ragionevolmente che una delle circostanze sopra menzionate sia applicabile, sarà necessario che informi le autorità appropriate.

27) Richiedo a tutti quelli che lavorano con me nel supportarmi con i miei clienti di aderire agli standard del Codice di Condotta ICF, Sezione 4 Numero 26 Confidenzialità/Privacy e a qualsiasi altra sezione del Codice di Condotta ICF nella misura in cui sia applicabile.

 

Sezione 5: Sviluppo continuo

Io, come coach:

28) Mi impegno a sviluppare le mie capacità professionali su base continua.

Parte terza: Impegno etico ICF

Come coach ICF, riconosco e accetto di onorare i miei obblighi etici e legali nei confronti dei miei clienti di coaching e committenti, dei miei colleghi e del pubblico in generale. Mi impegno a rispettare il Codice di Condotta ICF e a mettere in pratica questi standard con coloro verso cui agisco come coach, insegnante, mentor, supervisore.

Se violerò questo impegno etico o qualsiasi parte del Codice di Condotta ICF, sono d’accordo che ICF, a sua unica discrezione, possa ritenermi responsabile per i miei comportamenti. Mi dichiaro inoltre d’accordo che la mia responsabilità verso ICF, per qualsiasi violazione, possa includere sanzioni quali la perdita del mio stato di associato ICF e/o le mie credenziali ICF.

Approvato dal Board of Directors ICF, giugno 2015
[traduzione a cura del Comitato Etica di ICF Italia]

FAQ in pdf

LE 11 COMPETENZE CHIAVE SECONDO ICF (International Coaching Federation)

ICF Global ha ufficializzato di aver rivisto le competenze che un coach deve saper esprimere, a livelli diversi secondo il proprio livello di credential, e che diventerà operativo nel corso del 2020 che puoi visionare a questo link. Nel primo trimestre 2020 verranno organizzati momenti di illustrazione del contenuto da parte di rappresentanti di ICF Italia.

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STABILIRE LE BASI

1) Ottemperare alle linee guida etiche e agli standard professionali – Comprendere l’etica e gli standard del coaching e essere in grado di applicarli in maniera appropriata in tutte le situazioni di coaching.

  • Comprende e dimostra col suo comportamento le regole di condotta professionale previste da ICF (vedi sezione III del Codice Etico)
  • Comprende e segue le regole previste dal Codice Etico
  • Comunica con chiarezza le differenze tra coaching, consulenza, psicoterapia ed altre professioni di supporto
  • Suggerisce al cliente, se necessario, di rivolgersi ad un altro professionista di supporto, sapendo quando è necessario e quali sono le risorse esistenti

 

2) Stabilire l’accordo di coaching – Capacità di comprendere ciò che è necessario nella specifica interazione di coaching e di concordare con il potenziale e nuovo cliente i termini del processo di coaching e della relazione

  • Comprende e illustra efficacemente al cliente le linee guida ed i parametri specifici della relazione di coaching (ad es: la logistica, i compensi, il calendario dell’attività, qualsiasi altro dettaglio che sia attinente)
  • Concorda insieme al cliente cosa è appropriato all’interno della relazione e cosa non lo è, cosa viene e non viene offerto, e le responsabilità reciproche
  • Rileva se vi sia effettiva armonia tra il proprio metodo di coaching e le necessità del potenziale cliente

 

CO-CREARE LA RELAZIONE

3) Stabilire fiducia e vicinanza con il cliente – Capacità di creare un ambiente sicuro e di supporto che genera continuo rispetto reciproco e fiducia

  • Dimostra un interesse sincero per il benessere del cliente e per il suo futuro
  • Dimostra sempre integrità personale, onestà e sincerità
  • Stabilisce accordi chiari e mantiene le promesse
  • Manifesta rispetto per le percezioni del cliente, il suo stile di apprendimento, il suo modo di essere
  • Offre supporto continuo e incoraggia nuovi comportamenti ed azioni del cliente, compresi quelli che rischio coinvolgono l’assunzione di rischi e la paura di fallire
  • Chiede autorizzazione ad esplorare con il cliente nuove aree sensibili e delicate

 

4) Presenza nel coaching – Abilità di essere completamente consapevole e di creare una relazione spontanea con il cliente, impiegando uno stile aperto, flessibile e fiducioso

  • È presente e flessibile durante il processo di coaching, adeguandosi alla situazione
  • Accede alla propria intuizione, e confida nelle proprie sensazioni interiori, “segue la propria pancia”
  • È aperto al non sapere e ad assumere rischi
  • Vede diversi modi di lavorare con il cliente e sceglie al momento ciò che è più efficace
  • Usa efficacemente l’umorismo per creare leggerezza ed energia
  • Cambia prospettiva con fiducia e sperimenta nuove possibilità di azione
  • Dimostra fiducia nell’affrontare emozioni forti, nel gestirle senza esserne travolto o condizionato dalle emozioni del cliente.

 

COMUNICARE CON EFFICACIA

5) Ascolto attivo – Capacità di concentrarsi completamente su ciò che il cliente sta dicendo e non sta dicendo, di comprendere il significato di ciò che viene detto nel contesto dei desideri del cliente, e di sostenere l’espressione di sé del cliente.

  • Si dedica al cliente e al suo programma, e non al programma che il coach ha per il cliente
  • Ascolta le questioni del cliente, i suoi obiettivi, i suoi valori e le convinzioni a proposito di ciò che è o non è possibile
  • Distingue tra le parole, il tono della voce, ed il linguaggio del corpo
  • Riassume, parafrasa, reitera, rispecchia ciò che il cliente ha detto, per assicurare chiarezza e comprensione
  • Incoraggia, accetta, esplora e sostiene il cliente nell’ espressione di sentimenti, percezioni, questioni, convinzioni e suggerimenti
  • Integra ed elabora le idee ed i suggerimenti del cliente
  • Focalizza o riconosce l’essenza della comunicazione del cliente e lo aiuta ad arrivarci, piuttosto che dilungarsi in lunghe descrizioni
  • Permette al cliente di dar libero sfogo e di chiarire la situazione senza dare giudizi o pareri, allo scopo di passare alla fase successiva.

 

6) Domande Potenti – Capacità di porre domande che portano alla superfice le informazioni necessarie per beneficiare al massimo la relazione di coaching ed il cliente.

  • Fa domande che riflettono ascolto attivo e comprensione della prospettiva del cliente
  • Fa domande che stimolano scoperta, introspezione, impegno o azione (ad es.: quelle domande che sfidano le supposizioni del cliente)
  • Fa domande aperte per creare maggiore chiarezza, possibilità o nuovi apprendimenti
  • Fa domande che spingono il cliente verso ciò che desidera, e non domande che richiedono al cliente di giustificarsi o di guardare indietro.

 

7) Comunicazione diretta – Capacità di comunicare in modo efficace nel corso delle sessioni di coaching e di utilizzare un linguaggio che abbia il maggior impatto positivo sul cliente

  • È chiaro, articolato e diretto nel condividere ed offrire feedback
  • Riformula e si esprime con chiarezza per aiutare il cliente a capire da un’altra prospettiva ciò che vuole o ciò che di cui non è certo
  • Formula con chiarezza gli obiettivi del coaching, l’agenda degli incontri, lo scopo di tecniche o esercizi.
  • Usa un linguaggio appropriato e rispettoso verso il cliente (ad es.: non-sessista, non razzista, non-tecnico, non-gergale)
  • Utilizza metafore ed analogie per aiutare a illustrare un certo punto o a dipingere una raffigurazione verbale.

 

FACILITARE APPRENDIMENTO E RISULTATI

8) Creare consapevolezza – Capacità di integrare e di valutare con precisione diverse fonti di informazione, e di fare interpretazioni che aiutino il cliente a ottenere consapevolezza e quindi raggiungere risultati prefissati

  • Va oltre ciò che viene detto quando valuta le questioni del cliente, senza rimanere attaccato alle parole del cliente
  • Esplora per ottenere una maggiore comprensione, consapevolezza e chiarezza
  • Identifica per il cliente le questioni sottostanti, le modalità ricorrenti di vedere sé stesso ed il mondo, le differenze tra fatti ed interpretazioni, le dissomiglianze tra pensieri, sensazioni ed azioni
  • Aiuta i clienti a scoprire da soli nuovi pensieri, convinzioni, percezioni, emozioni, umori, ecc., che rafforzano la loro capacità di agire e di ottenere ciò che è importante per loro
  • Comunica ai clienti prospettive più ampie e li ispira ad impegnarsi a cambiare il loro punto di vista per scoprire nuove possibilità di azione
  • Aiuta i clienti a vedere i diversi fattori interrelati che influiscono su di loro e sui loro comportamenti (ad es: pensieri, emozioni, il corpo, i trascorsi personali)
  • Esprime al cliente le proprie intuizioni con una modalità utile e significativa
  • Identifica i maggiori punti di forza così come le aree che necessitano di maggiore crescita e apprendimento, e ciò dove maggiormente puntare durante il coaching
  • Quando scopre una differenza tra quanto il cliente dice e quanto fa, chiede al cliente di distinguere tra situazioni insignificanti e importanti, tra comportamenti situazionali rispetto a comportamenti ricorrenti.

 

9) Progettazione di azioni – Capacità di creare con il cliente opportunità per l’apprendimento, durante il coaching e in situazioni di lavoro/vita e per intraprendere nuove azioni che porteranno il più efficacemente possibile ai risultati di coaching prefissati

  • Fa brainstorming col cliente e lo aiuta a definire azioni che capace gli permetteranno di dimostrare, mettere in praticare e di approfondire i nuovi apprendimenti.
  • Aiuta il cliente a focalizzarsi e ad esplorare sistematicamente questioni e opportunità specifiche che sono fondamentali per gli obbiettivi di coaching prefissati
  • Stimola il cliente a esplorare idee e soluzioni alternative, a valutare opzioni, e a prendere le decisioni correlate
  • Promuove sperimentazione attiva e scoperta di sé, in cui il cliente applica immediatamente dopo la sessione, nel suo ambito professionale o privato, ciò che è stato discusso e appreso.
  • Celebra i successi del cliente e le sue capacità di crescita futura
  • Sfida le supposizioni e le percezioni del cliente per provocare la nascita di nuove idee e trovare nuove possibilità di azione
  • Sostiene o porta avanti punti di vista allineati agli obiettivi del cliente e, senza attaccamento, chiede al cliente di considerarli
  • Aiuta il cliente nell’impegnarsi ad agire ora, durante la sessione di coaching, offrendo supporto immediato
  • Incoraggia le sfide, ma anche un ritmo di apprendimento confortevole.

 

10) Pianificare e stabilire obiettivi – Capacità di sviluppare e mantenere un piano di coaching efficace con il cliente

  • Consolida le informazioni raccolte e stabilisce con il cliente un piano di coaching e degli obiettivi di sviluppo che riguardano le sue questioni e le maggiori aree di apprendimento e di crescita
  • Crea un piano con risultati che siano realizzabili, misurabili, specifici e che abbiano delle scadenze precise
  • Adegua il piano quando l’andamento del processo di coaching e il cambiamento della situazione lo richiedono
  • Aiuta il cliente ad identificare e ad accedere a diverse risorse di apprendimento (ad es.: libri, altri professionisti)
  • Identifica e definisce i primi successi che siano importanti per il cliente.

 

11) Gestire i progressi e le responsabilità – Capacità di mantenere l’attenzione su ciò che è importante per il cliente e di lasciargli la responsabilità di agire.

  • Chiede con chiarezza al cliente quali sono le azioni che lo porteranno verso gli obiettivi prefissati
  • Dimostra di seguire lo sviluppo del processo di coaching chiedendo al cliente lo stato degli impegni presi durante la/le sessione/i precedente/i
  • Riconosce al cliente ciò che ha fatto, non ha fatto, ha appreso o di cui ha preso consapevolezza dalla/le sessione/i precedente/i
  • Prepara, organizza e rivede efficacemente col cliente le informazioni ottenute durante le sessioni
  • Mantiene focalizzato il cliente tra una sessione e un’altra sul piano di coaching e i risultati, le azioni concordate e i temi per le sessioni future
  • Si concentra sul piano di coaching, ma è anche aperto ad adattare comportamenti ed azioni secondo l’andamento del processo di coaching e a cambiare direzione durante le sessioni
  • È capace di spostarsi fra il quadro generale di movimento del cliente, lo sviluppo di un contesto per quanto viene discusso. e la destinazione dove il cliente desidera andare
  • Promuove l’autodisciplina del cliente e lo rende garante per ciò che dice di fare, per i risultati di un’azione prevista, o per un piano specifico con le relative scadenze
  • Sviluppa la capacità del cliente di prendere decisioni, di affrontare le questioni chiave, e di promuovere il proprio sviluppo (nell’ottenere feedback, nel determinare priorità e definire tempi di apprendimento, nel riflettere ed imparare dalle esperienze)
  • Confronta in modo positivo il cliente col fatto di non aver completato le azioni concordate.
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